Punture di insetti in estate: come prevenirle e quali rimedi utilizzare

Pubblicato il 4 giugno 2026 alle ore 18:21

L'estate ci permette di trascorrere più tempo all'aria aperta e a contatto con la natura. Sebbene questa sia una condizione desiderabile durante tutto l'anno, comporta anche una maggiore esposizione a situazioni che possono influire sulla nostra salute.

Oltre all'aumentata esposizione ai raggi solari, che può favorire la comparsa di eritemi e scottature – argomento che ho già approfondito in un precedente articolo – durante le serate e le notti estive è frequente essere esposti alle punture di insetti, in particolare zanzare e pappataci.

È utile fare una prima distinzione tra questi due insetti: le zanzare depongono le loro uova nell'acqua, mentre i pappataci le depositano nel terreno. Una delle principali misure preventive consiste quindi nell'evitare ristagni d'acqua su balconi, terrazzi e giardini, che rappresentano l'ambiente ideale per la riproduzione delle zanzare.

Per proteggersi dalle punture è possibile utilizzare repellenti naturali a base di oli essenziali, da diffondere negli ambienti o da applicare direttamente sulla pelle. In presenza di bambini è importante utilizzare prodotti specificamente formulati per la loro età.

In caso di puntura, alcuni rimedi naturali possono aiutare ad alleviare il fastidio. Tra questi, il gel di aloe vera e le creme a base di calendula sono particolarmente apprezzati per le loro proprietà lenitive e calmanti.

Attenzione alle punture di imenotteri

Più rare, ma potenzialmente più pericolose, sono le punture di imenotteri come api, vespe e calabroni. Oltre a essere particolarmente dolorose, possono provocare reazioni allergiche anche gravi nelle persone predisposte.

Generalmente questi insetti pungono soltanto quando si sentono minacciati. La puntura provoca dolore, arrossamento e gonfiore localizzato. Nei soggetti non allergici la reazione tende a risolversi spontaneamente nel giro di poche ore.

Se si viene punti da un'ape, è importante rimuovere tempestivamente il pungiglione, che spesso rimane conficcato nella pelle insieme alla sacca velenifera. È consigliabile raschiarlo delicatamente con un'unghia o con una tessera rigida, evitando di schiacciarlo per non favorire il rilascio di ulteriore veleno.

L'applicazione di ghiaccio sulla zona interessata può contribuire a ridurre il gonfiore e ad alleviare il dolore.

In caso di reazioni locali particolarmente fastidiose, possono essere utili:

  • Antistaminici per via orale (ad esempio cetirizina), per ridurre prurito e gonfiore;
  • Creme cortisoniche a base di idrocortisone, per attenuare l'infiammazione locale.

Quando rivolgersi immediatamente ai soccorsi

Se compaiono sintomi che vanno oltre la sede della puntura, come orticaria diffusa, vertigini, gonfiore del viso o della gola, difficoltà respiratoria o abbassamento della pressione arteriosa, è necessario contattare immediatamente il 112 (Numero Unico Europeo per le Emergenze) o il 118, oppure recarsi al più vicino Pronto Soccorso.

Questi sintomi possono infatti indicare una reazione allergica grave (shock anafilattico), una condizione che richiede un intervento medico urgente.